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Nome Italiano: Vite
Nome Sardo : Ascina
Nome Scientifico: Vitis Vinifera
Famiglia: Vitaceae
Vite comune, alberello da 1 - 3 Mt.
( in individui eccezionali fino a 340 anni di età, con tronco di 30-40 cm. E
rami lunghi fino a 30-40 Mt.).
Fusto legnoso rampicante; rami bruni o rossastri, striati generalmente glabri
nella porzione basale con cirri (rami trasformati) prensili.
Foglie alterne in maggioranza opposte ad un cirro. Lamina a contorno cuoriforme
o reniforme profondamente divisa in 3-5 lobi palmati ed irregolarmente dentati
tutt'attorno; pelosità più sviluppata nella parte sottostante.
Osservazioni: L'area di coltura della vite ha notevole significato
fitogeografico, in quanto essa può venire assunta come indice della zona
climatica submediterranea: si tratta della zona con temperatura media annua non
inferiore a 10° e medie del mese più freddo non inferiori allo zero. Il limite
settentrionale della vite in Italia raggiunge il piede delle Alpi, ed anche le
vallate alpine più aride (Valtellina e Val d'Adige producono vini eccellenti).
Invece la Pianura Padana, troppo umida e nebbiosa, non permette in generale la
coltura della vite. Pannocchie dense, odorose; calice ridotto a 5 dentelli;
petali verdasti, formanti una cuffia che cade con lo schiudersi del fiore; bacca
ellissoide o sferica (acino).
Usi: Per il frutto, che viene consumato direttamente (uva) oppure fermentato
(vino), la vite è pianta agraria di importanza fondamentale nell'area
mediterranea. L'origine della specie è ancora controversa. Allo stato spontaneo
essa si presenta in tutta l'Europa meridionale fino alla Turchia, Caucaso ed
Hindukush, però è dubbio se in molte zone non si tratti di pianta un tempo
coltivata ed in seguito re-inselvatichita. L'uva coltivata compare probabilmente
circa 5000-6000 anni orsono nel Mediterraneo Orientale ( Egitto) però
verosimilmente si tratta di ceppi importati dall'Asia Anteriore. La specie
coltivata non esiste originariamente in natura, ma venne creata ad opera
dell'uomo per ibridazione e selezione da ceppi di subspecie. La coltura della
vite si estende rapidamente nel bacino del Mediterraneo ed durante l'Impero
Romano era particolarmente importante in Grecia e nell'Italia ( che in certi
periodi produsse in regime di monopolio).
I ceppi coltivati erano probabilmente poco dissimili da quelli rimasti in
coltura fino al secolo scorso, però il vino era meno facilmente conservabile
(non si usavano ancora le bottiglie con il tappo in sughero), veniva
aromatizzato con resine o erbe odorose ed era bevuto per lo più allungato con
acqua. Nel secolo scorso tre gravi malattie importate dall'America minacciarono
di distruggere completamente la coltura della vite: un Affide ( Pemphigus
vitifolia Fitch= Fillossera) e due funghi parassiti ( Plamospara viticola
Berl.et De Toni = Peronospora ); ( Uncinula necator Burr. =Crittogama ); per
combattere la prima di queste furono importate viti americane resistenti sulle
quali oggi la vite nostrana viene innestata.
Oggi la coltura della vite e la produzione del vino sono concentrate nell'Europa
Meridionale, nell'Italia, nel 1965 si producevano 10 milioni di tonnellate d'uva
e 70 milioni di hl di vino, essa interessa circa 4 milioni di ha di terreno e
raggiunge circa 1/3 della produzione mondiale; quasi altrettanto si produce in
Francia, Spagna, Algeria, Portogallo, California ed Argentina e Grecia. La
coltura della vite si effettua principalmente in collina tanta sui terreni
silicei quanto su quelli ricchi di calcare.
Il vino è la bevanda prodotta dall'uva con la fermentazione attuata da
Saccharomyces ellipsoideus Hans., esso contiene dal 10 al 16% di alcool etilico,
i vini più forti sfiorano il 20%, valori superiori si raggiungono solo per
distillazione. Il colore del vino non dipende da quello dell'uva: vini rossi si
hanno quando il sugo fermentato può sciogliere i pigmenti contenuti nella
buccia degli acini di colore rosso o blu-violetto; vini bianchi si ottengono
invece da qualsiasi uva, separando immediatamente il sugo dai resti della
pigiatura. Il vino è componente essenziale della dieta alimentare degli
italiani: povero di sostanze nutrienti esso è ricco di vitamine, enzimi ed
elementi micronutritivi; ha grande valore dietetico per le sue qualità di
digestivo, regolatore delle funzioni gastriche e renali. Pochi decenni orsono si
consumavano in Italia mediamente 95 lt di vino a testa per anno. Il vino è
stato associato ai riti religiosi, così presso gli Egizi, i Greci ed i Romani;
esso ha mantenuto una parte importante anche nel rituale Cristiano, ed i
conventi sono stati nel Medioevo spesso importanti centri di coltivazione e
specializzazione di uve pregiate. Nella vita culturale ed artistica la vite,
l'uva, il vino sono frequentemente fonte di ispirazione.
Nel nostro territorio comunale fino agli anni '80 la coltivazione della vite era
una delle più importanti, numerose erano le vigne, sostanziosa la produzione
dell'uva e del vino finche una controversa legge CEE concedeva contributi
economici per l'espianto dei vigneti. Le qualità prodotte nel nostro territorio
sono il Nuragus, il Monica, Vermentino, Malvasia, Vernaccia, Girò, ecc. Oggi si
stanno introducendo nuovi vigneti con nuovi vitigni quali Sangiovese, Pinot,ecc.
Importanti per estensione e qualità sia dell'uva e del vino sono le vigne di
proprietà Argiolas quale ottimo produttore di vini pregiati. Importante vedere
alcuni "Imbragus" pergolati allevati nei cortili delle case dei
seleghesi per la produzione per lo più di uve da tavola.
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