Per quanto riguarda l’origine del nome le ipotesi sono due: Lo Spano dice che il nome Selegas derivi dalla parola fenicia "Selag" cioè "luogo di pietra". Selegas sorge, infatti, su un banco di roccia viva ben visibile nella parte alta del paese, verso Seuni. Sempre lo Spano dice che, per lo stesso motivo il nome "selag" venne imposto a un villaggio della Numidia.

La credenza popolare è invece quella che prima il paese si chiamasse "S. Stefano" e così raccontano: nelle zone limitrofe all’odierna Selegas vi erano sei piccoli villaggi che in seguito ad un pestilenza causata dall’arrivo de "SA MUSCA MACEDDA" o "MANCHEDDA", vennero totalmente distrutti e, i pochi superstiti si riunirono fondando un nuovo paese al quale diedero il nome di "Seilegas". Le due ipotesi hanno ambedue un certo fondamento.La prima come già detto, dato il luogo dove sorge il paese, "Selag" potrebbe essere stato il primo nome. Poi con l’evento cristiano questo nome viene cambiato in onore di S. Stefano (si tenga presente che nella sacrestia della chiesa parrocchiale si trovano due statue che rappresentano appunto S. Stefano). La seconda ci parla dell’unione di sei piccoli borghi avvenuta dopo la grave pestilenza e anche questa può essere vera se si tiene conto che nel territorio di Selegas si possono ancora oggi individuare le rovine di due borghi chiamati "Arcus" e "Simieri". Quest'ultima era collocata al confine tra i paesi di Selegas, Ortacesus e Senorbì, dove esistono ancora le fondamenta della chiesa parrocchiale di N. S. D'Itria. L'etimologia l'abbiamo dalla voce fenicia "sciamor" che significa custodia - osservazione e la troviamo nominata nelle donazioni fatte dai Giudici Cagliaritani a S. Giorgio vescovo di Suelli. Santo Stefano

rovine della Chiesa N. S. d'Itria

rovine della Chiesa N. S. d'Itria

Il nome di Selegas compare in documenti datati 1321-1358 in documenti trascritti dal Sig. Naitza di Selegas. Questo nome nel corso dei secoli compare in atti ufficiali trascritto in diversi modi:

3/7/1434 nella conferma del Feudo a Giacomo Besora "Selegas"

9/2/1518 nella conferma del Feudo a Jacobo de Alagon "Selegues"

6/12/1548 atto di possesso a Don Biaggio de Alagon "Seliguas"

28/10/1550 atto di possesso a Donna Anna, moglie del fu Don Biaggio quale tutrice di suo figlio minore Don Giacomo "Seligas".

Col nome "seligas viene ancora oggi chiamata Selegas in dialetto Seleghese.

STORIA

Selegas compresa nel territorio della Trexenta ha origini remote. I resti nel suo territorio di antichi nuraghi ci confermano un insediamento di genti nuragiche. Nel libro di Struglia "Sardegna" leggiamo, inoltre, che la densità di nuraghi nel territorio di Trexenta era di 0,6 per Km quadrato.

I resti poi, in località "Nuritzi" e in quelle limitrofe, di insediamenti punico-romani ci parlano di un insediamento di genti nei secoli compresi fra il 500-300 A.C:

Zona archeologica "Nuritzi" panorama visibile dalla zona archeologica

Non sappiamo a Selegas cosa accadde dopo la caduta dell’Impero Romano, l’occupazione dei Vandali e la dominazione Bizantina. E’ probabile che il paese sia stato distrutto per poi risorgere verso il Mille quando si affermarono in Sardegna quelle forme di governo che furono i Giudicati.

La Trexenta appare nel Giudicato di Cagliari sotto la denominazione di "Curatoria". La conquista dell’Isola da parte delle Repubbliche Marinare di Pisa e di Genova porta alla caduta dei Giudicati. Il primo fu quello di Cagliari nel 1258 che passò quindi ai conquistatori.

L’arrivo poi degli Spagnoli Aragonesi porta ad una lunga guerra di conquista dell’Isola. Questi hanno la meglio sulla difesa Sardo-Pisana e diventano per secoli i padroni.

A guerra ultimata il Comune di Pisa ebbe da Don Alfonso la concessione della Trexenta, non però in dominio diretto. In quegli anni cioè dal 1321 al 1358 il territorio della Trexenta era così limitato: "Dalla città e rocca di Cagliari andava in estensione a S. Andrea detta allora Villa Frius, passava per S. Basilio e andava fino alle campagne di Gesico, ne seguiva i confini abbracciava tutte le terre e il paese di Segaciu (Segariu) rasentava i confini della Marmilla, tornava ad attraversare la strada da Cagliari a Sanluri presso Serrenti, la scavalcava e correndo verso S'amassi la incorporava. Passava per Decimoputzu, Villa Aremosa (Vallermosa) prendeva tutto il territorio di Villacidro, tornava a Serramanna la incorporava completamente,tornava ai confini di Nuraminis lo scartava e andava dritto ai confini di Ussana, Donori e Barrali. Incorporava Barali con le sue terre e Villa. Nel 1701 stante l’assunzione al regno di Filippo V con atto del 4/7 si conferma il possesso a Don Artaldo de Alagon e Pimentel.

Nel 1704, su istanza di Don Artaldo passa, per sua rinuncia in vita a Donna Emanuela contessa di Montesanto, sua unica figlia.

A cura del gruppo tradizioni popolari di Selegas