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(per un'autentica vita
da cristiano)
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I
DUE MISTERI PRINCIPALI DELLA FEDE
- Unità e Trinità di Dio.
- Incarnazione, Passione,
Morte e Risurrezione di Gesù Cristo.
La parola mistero ha
due significati. E’ una verità che non possiamo spiegare con la nostra
mente, una realtà nascosta che solo Dio conosce. Vuol dire anche azione
sacra, realtà che salva, che unisce a Dio (mistero pasquale, mistero della
fede, mistero della Chiesa). Il mistero è
una verità rivelata da Dio che supera ogni intelligenza creata. La Trinità
è il fondamentale mistero della fede: Dio è uno, in tre Persone uguali e
distinte: Padre, Figlio, Spirito Santo.
Incarnazione,
passione, morte e risurrezione di Gesù Cristo vuol dire che il Figlio di
Dio (il Verbo) si è fatto uomo, ha patito, è morto ed è risorto per la
nostra salvezza
La religione è piena di misteri. Dinanzi ai misteri dobbiamo chinare
la fronte e credere.
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I SETTE SACRAMENTI
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Battesimo.
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Cresima o Confermazione.
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Eucaristia.
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Penitenza o Riconciliazione.
-
Unzione degli infermi.
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Ordine sacro.
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Matrimonio.
. Sono le sette sorgenti
della grazia. Tre Sacramenti (Battesimo, Cresima, Ordine) imprimono il carattere: un segno
che non si cancella mai. Come il figlio porta in volto la fisionomia del padre e della
madre, così il cristiano porta nellanima la fisionomia di Dio, la somiglianza con
Cristo.
Sacramenti sono segni
visibili della grazia invisibile istituiti da Gesù per la nostra salvezza. Gesù continua
la sua presenza e la sua opera nel mondo con il Sacrificio della Messa, con i Sacramenti.
Nei Sacramenti Gesù è presente ed opera: avviene lincontro di Gesù con
luomo. Se i fedeli ricevono i sacramenti con le dovute disposizioni, si perfezionano
e vivono la vita soprannaturale.
Il
Battesimo è il Sacramento che ci fa cristiani, figli di Dio, membri della Chiesa. Ci
unisce a Gesù Cristo per formare il suo Corpo mistico che è la Chiesa. Ecco le parole
del Battesimo: N..., io ti battezzo nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito
Santo. Il sacerdote che battezza (ministro ordinario) mentre dice le parole versa
tre volte lacqua sul bambino. Per appartenere al Regno di Dio (alla Chiesa) è
essenziale essere rigenerati alla vita divina. Il Battesimo rigenera. Gesù disse a
Nicodemo: In verità, in verità ti dico, se uno non nasce da acqua e da Spirito,
non può entrare nel Regno di Dio (Gv3, 5).Il Battesimo è il bagno salutare
dellanima, un bagno miracoloso, invisibile. Lanima del battezzato diventa
splendida, non vive più della sola natura umana, vive la vita soprannaturale simile alla
vita di Dio. Dal battistero (dalla vasca) esce un uomo che deve vivere da cristiano.
Il fonte battesimale è come sepolcro in cui vengono distrutti i peccati, è come
seno materno da cui viene una nuova creatura . Lacqua è il.segno che lava,
che porta via ogni macchia. Il battesimo seppellisce con Cristo e fa risorgere con Lui.
Gesù si innesta nel battezzato e lo trasforma in Lui, lo fa creatura nuova, opera in lui
come linnesto opera nella pianta. I battezzato
è un consacrato (lunzione col crisma è il segno della consacrazione); Cristo gli
partecipa un potere sacerdotale regale e profetico. Il battezzato deve vivere il suo
Battesimo per tutta la vita; deve spogliarsi delluomo vecchio (abitudini cattive e
vizi) e rivestirsi delluomo nuovo (le abitudini buone, le virtù), diventare sempre
più buono, più cristiano. Il Battesimo impone una continua lotta contro il male e un
continuo crescere nel bene. Il cristiano in ogni ambiente deve vivere da battezzato,
professare pubblicamente la fede. Gli impegni presi nel Battesimo (i tre rinuncio, i tre
credo) devono essere mantenuti. Il cristiano che vive il suo Battesimo si sente felice
perché è sicuro di risorgere con Cristo. Ogni anno si deve ricordare il giorno del
Battesimo, fare la festa del Battesimo (modesta come festa esterna, ma ricca come festa
interna): rivedere la veste candida e la candela, i segni augurali e i ricordi degli
impegni presi. La veste bianca ricorda che si deve conservare la bellezza
dellanima (vivere in grazia). La candela ricorda che si deve diffondere la luce
della fede, dare buon esempio. I genitori devono
prendersi la responsabilità del Battesimo dei figli. Facendoli battezzare devono
impegnarsi ad educarli e farli crescere cristiani, perché, nellosservanza dei
comandamenti, imparino ad amare Dio e il prossimo, come Cristo ha insegnato
Cresima. Quando il fanciullo diventa
adolescente e tutte le energie della vita fisica gli si fanno sentire e quasi lo agitano e
lo tormentano, allora riceve il sacramento della Cresima, una nuova effusione di grazia
per avere la forza di combattere il male e mantenersi fedele a Cristo. Il Battesimo
purifica e rigenera alla vita di Dio. La Cresima rinvigorisce, dà una forza speciale. La
Cresima è il sacramento che ci fa perfetti cristiani e soldati di Gesù Cristo. È la
confermazione del cristiano (lo rende stabile). Il cresimato riceve il dono dello Spirito
Santo che deve accogliere con desiderio, con coscienza, con impegno.
Il Sacramento
della Cresima si conferisce mediante lunzione del crisma sulla fronte, che si fa con
limposizione della mano e mediante le parole N
ricevi il sigillo dello Spirito
Santo che ti è dato in dono. Limposizione delle mani conferisce lo Spirito
Santo. Lunzione è segno di elezione, di scelta...I cresimati devono avere il
desiderio e la volontà di diventare perfetti: combattere con energia il male e fare il
bene, difendere e diffondere la fede, prendere parte con passione alla vita liturgica e
apostolica per portare il Vangelo nella famiglia e nella società. S. Paolo raccomanda ai cresimati: Non
contristate lo Spirito... Non estinguete lo Spirito Santo. I cresimati sono un
esercito. Si potrebbe rinnovare il mondo se tutti vivessero da cresimati. Invece quanti
infedeli! Quanti soldati deboli e pigri! I padrini e le madrine del Battesimo e della
Cresima hanno dei doveri verso i loro figli spirituali. Li debbono ammonire che
custodiscano la castità, amino la giustizia, pratichino la carità; e li devono istruire
nella religione e nella preghiera . Ma pochissimi fanno questo. I più fanno poco o
niente: danno solo regali. Lufficio di padrino è trattato così
negligentemente che ormai non è rimasto
altro che il nome. I padrini sono tenuti per tutta la vita ad interessarsi dei loro
cresimati e battezzati perché siano buoni cristiani. Padrini e madrine devono essere
vere guide, veri amici, consiglieri sapienti dei loro battezzati e cresimati cresimati.
Eucaristia.
LEucaristia (la parola vuol dire azione di grazia, pane consacrato, Corpo e Sangue
di Cristo) è Gesù presente, vivente in mezzo a noi, è il pane delle anime, della
crescita spirituale: è segno di unità, vincolo di carità, convito pasquale e pegno
della nostra risurrezione. Tutto il bene spirituale della Chiesa è racchiuso
nellEucaristia (PO:5). LEucaristia abbraccia la reale presenza, il
sacrificio della Messa e il sacramento della comunione. La presenza di Gesù
nellostia è misteriosa, ma reale. Nella Messa avviene la conversione
singolare e mirabile di tutta la sostanza del pane nel Corpo di Cristo e di tutta la
sostanza del vino nel Sangue di Cristo. Gesù è presente nellEucarestia in
modo specialissimo e infonde di continuo la vita divina, mediante la sua umanità,
nelle membra del suo Corpo (PO:5).
La Messa è il
sacrificio di valore infinito che si offre al Padre per la salvezza del mondo. Gesù si
offre come si offrì nellultima Cena e sulla Croce. La Messa è il vero, unico
sacrificio per adorare e ringraziare Dio, per espiare i peccati e impetrare grazie. E il
centro, il cuore della liturgia; è lazione più importante e solenne della
religione. È lincontro di Dio con gli uomini, degli uomini con Dio, degli uomini
tra loro. La Messa rende presente, per noi, la realtà della morte e della risurrezione di
Cristo. Ogni volta che il sacrificio della croce, col quale Cristo è stato
immolato, viene celebrato sullaltare, si rinnova lopera della nostra
redenzione (LG:3).La Messa deve essere il centro e il culmine di tutta la vita
della comunità cristiana (LG:30). La Chiesa raccomanda che nei giorni festivi, i
fedeli abbiano a partecipare vivamente al Sacrificio eucaristico, con devozione,
attenzione e comprensione; che abbiano a nutrirsi alla mensa della parola e alla mensa
del Corpo del Signore. La Messa è costituita da due parti: la prima parte è la Liturgia
della parola (si leggono brani della Bibbia che è parola di Dio); la seconda parte è la
Liturgia eucaristica (si consacra e si riceve il pane di Dio). Queste due parti sono
congiunte strettamente tra loro e formano un solo atto di culto. Perciò si deve
partecipare a tutta la Messa, specialmente alle domeniche o feste di precetto. I fedeli
insieme al sacerdote, nella Messa, devono offrire la divina Vittima a Dio Padre e fare
anche lofferta della propria vita, ossia devono offrire se stessi. Perciò, perché
la nostra offerta sia accetta e gradita dobbiamo essere veri e sinceri cristiani. La Messa
non è solo del sacerdote: è di tutti, deve interessare tutti; ognuno deve compiere la
sua parte: essere puntuale, ordinato, devoto, rispondere, cantare. Ognuno deve
impegnarsi perché la celebrazione sia ordinata, fervorosa di fede e di carità. Si
partecipa al completo alla Messa quando si fa la comunione nella stessa Messa. La
comunione non si deve staccare dalla Messa se non per necessità. Gesù invita alla sua
mensa. Le sue parole fanno ben comprendere limportanza del pane consacrato: lo
sono Il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame (Gv 6, 35). Chi
mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me ed io in lui
(Gv 6, 55)
...e ha la vita eterna e io lo risusciterò nellultimo giorno
(Gv 6,54).Ogni
Domenica, giorno pasquale perché si ricorda e si celebra la risurrezione di Cristo, si
deve partecipare alla mensa della parola e del pane consacrato. Fare la comunione vuoi
dire unirsi a Gesù, al suo Corpo misterioso, nutrirsi di Lui per avere forza per
camminare verso il Paradiso. Quelli che fanno la comunione spesso o tutti i giorni, devono
essere le persone più buone, più esemplari della Parrocchia. Chi riceve il pane della
vita deve compiere opere di vita. LEucaristia perché sia cibo salutare si deve
ricevere con lanima purificata dal sacramento della penitenza. Chi riceve la
comunione col peccato grave commette sacrilegio. Chi fa la comunione senza confessarsi
deve sentirsi libero da peccati gravi. Chi ha la coscienza a posto e le dovute
disposizioni può sempre comunicarsi senza confessarsi. I primi cristiani facevano la
comunione ogni domenica e anche ogni giorno, secondo le epoche. Ambrogio dice: Se il pane è quotidiano
perché tu lo ricevi dopo un anno? Vivi in modo da meritare di riceverlo ogni giorno.
giorno.
Lunità e la carità nella
Messa. LEucaristia è segno di unità e vincolo di carità, effettua nei fedeli
lunità e la carità: ci unisce a Gesù e
tra noi, ci rende fratelli, membri gli uni degli altri. Un unico pane nutre tutta la
Chiesa. Come i chicchi di grano macinati diventano una cosa sola: il pane; come gli acini
duva torchiati diventano una cosa sola, il vino; così i fedeli, uniti a Cristo e
tra loro nella carità, diventano una cosa sola. Dobbiamo sentirci figli di un unico Padre
che spezza il suo pane per tutti, perciò dobbiamo amarci, volerci bene, diventare una
famiglia dove regna la carità, dove tutti si vogliono bene.
Visita al SS.
Sacramento. Il pane consacrato si conserva in tutte le chiese
parrocchiali. La lampada accesa indica la presenza del Signore. Si raccomanda di fare la
visita al SS.Sacramento: sostare davanti al Tabernacolo per parlare con il Signore, nostro
unico Amico, Maestro e Consolatore. La sosta per quanto breve rianima e dà luce.
Il Sacramento della Penitenza. È il
sacramento della misericordia: distrugge il peccato e impone di ripararlo e dona la grazia
e la pace. E la tavola di salvezza per quanti sono in peccato grave. Il Padre accoglie i
figli pentiti. Gesù riporta le pecore smarrite allovile. Gesù che fece camminare
il paralitico e gli disse: Ti siano rimessi i tuoi peccati, è lautore
della confessione. La confessione è necessaria per rimettere a posto lanima
rovinata dal peccato: deve essere come una medicina che purifica lanima, corregge
difetti e vizi: deve essere il Sacramento del progresso spirituale. Le due cose essenziali
per ottenere il perdono: il dolore dei peccati e il proposito, limpegno serio di
convertirsi. Il dolore è il pentimento di aver offeso Dio, la Chiesa, se stessi. Col
dolore sincero e col proposito forte il peccatore viene perdonato e riconciliato con la
Chiesa che ha ferito con il peccato. Senza dolore e proposito i peccati non vengono
rimessi. Il sacerdote, ministro di Cristo, assolve in nome di Cristo; è Cristo stesso che
assolve, perdona e riconcilia col Padre. Il sacerdote assolve quando il peccatore è
pentito e ha la volontà di rinnovarsi, altrimenti non può assolvere. Laccusa dei
peccati deve essere totale, sincera, breve: confessare tutti i peccati gravi (presenti
nella memoria) nel numero, specie e circostanze che mutano la specie. Il sacerdote impone
unopera di penitenza a castigo e correzione del peccatore, e per scontare la pena
temporale. Ognuno poi spontaneamente deve imporsi delle penitenze per scontare peccati e
correggere difetti. La confessione non si deve fare troppo spesso né troppo raramente.
Chi sta in peccato grave deve farla al più presto. E bene farla di frequente (ogni 15-30
giorni) perché i peccati veniali indeboliscono la volontà e la carità e attraggono
insensibilmente al male. La confessione frequente fatta bene purifica la coscienza,
rinvigorisce la volontà e aumenta la grazia. La grazia sacramentale è un forte aiuto ad
agire bene, a vincere i peccati veniali. La confessione individuale e completa con
lassoluzione è lunico mezzo ordinario per riconciliarsi con Dio e con la
Chiesa. Ogni fedele è tenuto a confessare privatamente a un sacerdote, per lo
meno una volta allanno, i propri peccati gravi .Latto di dolore può
essere molto breve, interessante che sia sentito e sincero. Eccone uno. Signore, mi
pento dei miei peccati, abbi pietà di me, perdonami non voglio offenderti più. La penitenza virtù è il pentimento di aver
fatto il male e la volontà di ripararlo. La penitenza virtù è necessaria per riordinare
la vita, per scontare le pene temporali dovute ai peccati, perché tutto si paga. Il
peccato lascia nellanima una macchia morale e una pena da scontare. Nel sacramento
della penitenza Dio cancella la macchia del peccato e rimette la pena eterna; rimane però
la pena temporale che si può scontare in questa vita o nellaltra. Si sconta in
questa vita con la penitenza e con le indulgenze; si sconta nellaltra vita con il
Purgatorio. Il modo migliore per scontare la pena temporale è la penitenza in questa
vita. Fa penitenza colui che sinceramente pentito dei peccati, li ripara con sacrifici,
rinunce, mortificazioni, umiliazioni, opere buone. Ogni peccatore seriamente convertito
deve essere un penitente, pentirsi del male fatto e ripararlo per riacquistare
linnocenza.
Lindulgenza
è una remissione di pena temporale dovuta per i peccati. E plenaria se rimette
tutta la pena temporale; è parziale se la rimette in parte.
La Chiesa raccomanda
di non trascurare le sante tradizioni dei Padri, ma di accoglierle e apprezzarle come
prezioso tesoro.
Le indulgenze non possono essere acquistate senza una
sincera conversione e senza lunione con Dio... Per lacquisto
dellindulgenza plenaria, è richiesto non solo lo stato di grazia, ma un fervore di
carità che distacchi lanimo da ogni affetto disordinato . Quindi deve essere
escluso qualsiasi affetto al peccato anche veniale; perciò acquistare lindulgenza
plenaria non è facile. Si concede
lindulgenza parziale al fedele, che, nel compiere i suoi doveri e nel sopportare le
avversità della vita, innalza con umile fiducia lanimo a Dio, aggiungendo anche
solo mentalmente, una pia invocazione.., a chi con spirito di fede e con animo
misericordioso pone se stesso o i suoi beni a servizio dei fratelli che si trovano in
necessità.., a chi in spirito di penitenza, si priva spontaneamente e con sacrificio di
qualche cosa lecita.
LUnzione
degli Infermi è il sacramento che conforta lammalato nellanima e nel corpo,
lo solleva e lo rende sereno. La Chiesa circonda i malati di premure e con la sacra
unzione li raccomanda a Dio perché alleggerisca le loro pene e li salvi. (Lunzione
dà la forza allinfermo per sopportare il male e può ottenere anche la guarigione).
Non si deve aver paura di ricevere lunzione degli infermi, ma si deve accettare con
animo ben disposto. Quando il sacerdote unge linfermo dice. Per questa santa
unzione e per la sua piissima misericordia il Signore ti perdoni tutte le colpe che hai
commesso. commesso.
Celebrando questo sacramento, la Chiesa proclama la vittoria di Cristo sul
male e sulla morte. La malattia ha un grande valore se si accetta per amore di Dio e
se si sopporta in unione a Gesù sofferente. La morte ci deve essere familiare perché
moriamo ogni giorno. Dobbiamo vivere e morire per il Signore: accettare la morte come
sacrificio per amore e gloria di Dio. Il cristiano deve guardare alla morte come
passaggio alla vera vita, come inizio di vita eterna.
La morte sarà vinta alla fine del
mondo, quando i morti risorgeranno; quando luomo sarà completamente restaurato e
avrà la completa adozione di figlio di Dio
Il sacramento dei moribondi è lEucaristia (il
Viatico): il pane che ci ristora nel pellegrinaggio verso la vita eterna, il pegno della
risurrezione. Alla morte del cristiano si prega perché Angeli e Santi intercedano
presso Dio e accolgano i! fedele nella gloria del Paradiso. La Chiesa terrestre consegna a
quella celeste un suo membro perché sia condotto al trono della misericordia divina.
divina.
Il Sacramento dellOrdine. Il sacerdote è colui che
riceve lordine sacro di celebrare la Messa, di amministrare i sacramenti: è
luomo di Dio, lapostolo della verità e della pace: è un eletto.Per mezzo del
sacerdozio ministeriale Cristo insegna, santifica e governa la Chiesa e rende lode al
Padre. Nella persona dei Vescovi e dei Sacerdoti è presente Gesù Cristo in mezzo a noi
credenti; per mezzo di essi Gesù continua visibilmente la sua missione di Maestro,
Sacerdote e Pastore, perpetua il suo Sacrificio nel tempo e nello spazio, santifica e
salva le anime. I presbiteri vivono in
mezzo agli altri uomini come fratelli in mezzo ai fratelli (PO:3). Sono segregati
dal Popolo di Dio (ma non separati da esso) per consacrarsi alla salvezza degli uomini.
Sono ministri di Cristo, testimoni e dispensatori di una vita diversa da quella
terrena (PO:3); per questo non possono straniarsi dal popolo. Però non devono
confondersi col popolo. I presbiteri devono coltivare le comunità ad essi affidate
perché comprendano la vita divina che Gesù infonde nei fedeli ed elevino una lode sempre
più perfetta a Dio Padre, a Dio Figlio, a Dio Spirito Santo. Il compito del sacerdote non
è facile, ma il sacerdote ha grandi gioie e può dare tutto il suo amore a Dio e avere la
più grande ricompensa.
Il Sacramento del matrimonio. Dio è
lautore del matrimonio. Egli ha voluto che la vita umana fosse trasmessa attraverso
la famiglia, fondata sul matrimonio uno e indissolubile. Gesù Cristo non solo confermò
il matrimonio lecito e buono, ma ne proclamò lunità e lindissolubilità e lo
innalzò alla dignità di sacramento. I giovani
devono prepararsi al matrimonio e alla famiglia con molta bontà e molta serietà. La
famiglia deve essere fondata sulla roccia e non sulla rena. I
genitori hanno lobbligo gravissimo di educare i figli; devono essere i primi,
i principali educatori dei figli,devono con fiducia e coraggio formarli ai valori
essenziali della vita umana (FC: 37): istruirli nella religione, formarli cristiani,
metterli e guidarli sulla via buona, dare loro buon esempio, vigilare la loro condotta e
correggerli. I figli devono rispettare e
onorare i genitori cercando di essere buoni, bravi e religiosi. I figli devono ricevere man mano che cresce
la loro età, una positiva e prudente educazione sessuale (GE: 1). Devono avere
grande rispetto per il mistero della generazione e coltivare la virtù della purezza.
Molti ragazzi e giovani si rovinano e abbandonano la religione perché crescono come
lalbero senza bastone e si lasciano trasportare dalla corrente (una guida è sempre
necessaria). E si rovinano anche perché i genitori non danno loro buon esempio e li
trascurano. Molti genitori non sanno educare perché è mancata a loro la preparazione
alla famiglia. Molte famiglie si rovinano perché in esse manca la religione. I nemici più forti della famiglia sono: gli
spettacoli, la stampa, i cattivi compagni. Gli amici che giovano molto alla famiglia sono
i libri di formazione.
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LE TRE
VIRTU TEOLOGALI
- Fede.
- Speranza.
- Carità.
Le
virtù teologali fondano, animano e caratterizzano lagire morale del cristiano. Esse
informano e vivificano tutte le virtù morali. Sono infuse da Dio nellanima dei
fedeli per renderlo capaci di agire quali suoi figli e meritare la vita eterna
(CDC,
1813).
Si chiamano teologali perché ci fanno
conoscere ed amare Dio.Le fede è la virtù soprannaturale che ci la credere in Dio e a tutto quello che Egli ha rivelato: è la
convinzione di cose che non si vedono. E la virtù più
necessaria, fonte di fortezza e dì coraggio. Senza la fede è impossibile essere
graditi a Dio (Eb 11, 6). La speranza
è la virtù soprannaturale che ci fa sperare da Dio la vita eterna e le grazie necessarie
per meritarla. La speranza ci sostiene e contorta nelle traversie della vita. La carità è la virtù soprannaturale che ci fa amare
Dio per se stesso come sommo bene e il prossimo per amore di Dio. Carità vuol dire amare,
voler bene: amare Dio, amare il prossimo. Dovè la carità ivi è Dio. La carità è
maggiore della fede e della speranza perché la carità non avrà mai fine (1
Cor 13, 13).
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LE
QUATTRO VIRTU CARDINALI
-
Prudenza.
-
Giustizia.
-
Fortezza.
-
Temperanza.
IL CONCETTO DI
VIRTU
Tutto quello
che è vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato, quello che è virtù e merita lode,
tutto questo sia oggetto dei vostri pensieri (Fil 4,8). La virtù è una disposizione abituale e ferma a fare il
bene. Essa consente alla persona, non soltanto di compiere atti buoni, ma di dare il
meglio di sé. Con tutte le proprie energie sensibili e spirituali la persona virtuosa
tende verso il bene; lo ricerca e lo sceglie in azioni concrete (CDC, 1803).
Si chiamano
anche virtù umane o morali: Esse procurano facilità, padronanza di sé e gioia per
condurre una vita moralmente buona. Luomo virtuoso è colui che liberamente pratica
il bene (CDC, 1804). Le virtù cardinali mantengono e sostengono la vita cristiana.
Sono indispensabili, come sono indispensabili i cardini per tenere la porta.
La prudenza è
la virtù che dirige le azioni umane: fa conoscere il bene che si deve fare e il male che
si deve evitare. E prudente chi opera secondo la voce della retta coscienza e secondo le
esigenze della giusta morale.
La giustizia è la
virtù che dà a Dio e agli uomini ciò che ad essi si deve dare. Uno è giusto se fa bene
tutto quello che deve fare. Il giusto è trasparente, luminoso, sempre sereno.
La fortezza è la virtù
che ci fa vincere il male e le tentazioni. E forte chi non si piega e non si spezza;
chi supera gli ostacoli che impediscono di fare il bene; chi vince il male, la voluttà,
lavarizia.
La temperanza (giusta
regola) è la virtù che regola i nostri sensi, frena le passioni e i desideri cattivi. La
temperanza è la dote di ogni savia persona. È la virtù indispensabile perché
luomo possa essere pienamente uomo, padrone di se stesso. Il troppo nuoce. Il
cristiano deve mortificare i sensi, essere moderato, tenere una giusta regola in tutto.
Lintemperante è chi abusa di cibi, di bevande, di piaceri, chi oltrepassa la giusta
misura.
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I
QUATTRO NOVISSIMI
- Morte.
- Giudizio.
- Inferno.
- Paradiso.
Novissimi: sono le cose
ultime che ci aspettano: la morte, il giudizio, linferno, il paradiso.
Queste cose ultime devono diventare le
prime; si devono ricordare spesso per vivere bene come vuole Dio. La morte è la
separazione dellanima dal corpo. Il corpo ritorna alla terra, lanima ritorna a
Dio e viene giudicata del bene e del male operato in vita.
Due sono i giudizi: il giudizio particolare dopo la morte, il giudizio universale
alla fine del mondo. i cattivi saranno puniti (cè linferno); i buoni saranno
premiati (cè il paradiso). Alla fine del mondo i corpi di tutti risorgeranno e sì
riuniranno allanima per avere il premio o il castigo. I buoni risorgeranno gloriosi
e avranno ladozione completa di figli di Dio e la vita eterna, I nemici di Cristo
risorgeranno oscuri, saranno separati dal Regno e vivranno per sempre infelici.
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LA LITURGIA
La Liturgia è il culto
pubblico che la Chiesa rende a Dio per dare a Lui onore e gloria (culto vuol dire tributo
dì onore e venerazione reso a Dio: sono atti di adorazione, di ringraziamento... con
quali riconosciamo la grandezza di Dio e la nostra dipendenza da Lui). La Liturgia è la
fonte dalla quale attingiamo il genuino spirito cristiano. Possiamo dire che è
lincontro nostro con Dio Dio.
Azione liturgica vuoi dire azione sacra, pubblica, fatta per dare gloria e lode a
Dio (la Messa, i Sacramenti sono azioni liturgiche). Gesù è presente in modo speciale
nelle azioni liturgiche. Con la Liturgia la Chiesa dà gloria a Dio e salva le anime.
LAnno liturgico
ricorda e la vivere la storia della salvezza, la vita di Gesù, i misteri della religione.
E Cristo stesso che vive sempre nella sua Chiesa e unisce a sé le anime. La grazia è un dono
soprannaturale che Dio fa allanima per farla partecipare alla sua vita. in parole
più facili la grazia è la vita di Dio in noi (che ci trasforma, ci fa santi, templi
dello Spirito Santo). Vita non uguale ma simile a quella di Dio (come il ferro messo nel
fuoco). Per vivere in grazia si deve essere fedeli a Dio, fare il bene e fuggire il male.
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NORME DI
VITA CRISTIANA
I DIECI
COMANDAMENTI DI DIO O DECALOGO
Io sono il Signore Dio tuo:
-
Non avrai altro Dio fuori di me.
-
Non nominare il nome di Dio invano.
-
Ricordati di santificare le feste.
-
Onora il padre e la madre.
-
Non uccidere.
-
Non commettere atti impuri.
-
Non rubare.
-
Non dire falsa testimonianza
-
Non desiderare la donna daltri.
-
Non desiderare la roba daltri.
Per vivere
nellordine e per salvarci dobbiamo osservare i dieci Comandamenti. Gesù dice.
Se vuoi entrare nella vita osserva i comandamenti
(Mt 19, 17). I dieci comandamenti
annunciano le esigenze dellamore di Dio e del prossimo, I primi tre si riferiscono
principalmente allamore di Dio e gli altri sette allamore del prossimo
(CDC, 2067). Il Concilio di Trento insegna che i dieci comandamenti obbligano i
cristiani e che luomo giustificato è ancora tenuto ad osservarli. E il Concilio
Vaticano II lo ribadisce: I Vescovi, quali successori degli Apostoli. Ricevono dal
Signore la missione di insegnare a tutte le genti e di predicare il Vangelo ad ogni
creatura, affinché tutti gli uomini, per mezzo della fede, del Battesimo e
dellosservanza dei comandamenti, ottengano la salvezza (LG, 24)
(CDC,
2068). Quantunque accessibili alla sola ragione, i precetti del Decalogo sono stati
rivelati. Per giungere ad una conoscenza completa e certa delle esigenze della legge
naturale, lumanità peccatrice aveva bisogno di questa rivelazione
(CDC, 2071)
2071).
Il
primo comandamento ci ordina di essere religiosi, cioè di credere in Dio, di amarlo,
adorarlo e servirlo. Dipendiamo in tutto e per tutto da Dio. Dobbiamo adorano ossia
riconoscerlo come supremo Signore delluniverso, Padre nostro amabilissimo. La
religione è il filo che ci lega a Dio. Chi non vuole istruirsi nella religione fa
peccato. Dio ci ha dato lintelligenza per conoscere la verità. verità.
Il secondo
comandamento ci ordina di avere sempre riverenza per il nome santo di Dio, e di adempiere
i voti e le promesse giurate. La bestemmia è un peccato gravissimo perché offende
direttamente Dio.
I giorni
festivi, come vuole il terzo comandamento, devono essere rispettati perché sono
consacrati a Dio e al bene delle anime.
Il quarto
comandamento ci ordina di amare, rispettare, ubbidire i genitori i superiori. I
genitori si devono amare e onorare perché ci hanno dato la vita del corpo, mentre Dio ci
ha dato la vita dellanima, I figli dimostrano amore e onore ai genitori se sono
buoni, bravi, religiosi. La Sacra Scrittura dice: Chi maltratta ha il padre e non
rispetta la madre, gli cavino gli occhi i corvi della valle e lo divorino gli
aquilotti (Pro 30, 17).
Il quinto
comandamento ci ordina di voler bene ,a tutti anche ai nemici e di riparare il male fatto
al prossimo. E il comandamento del rispetto della vita in tutte le sue
manifestazioni. Dio è il padrone della vita, perciò nessuno può uccidersi e uccidere.
La vita è un grande dono, si deve custodire per fare il bene per la gloria di Dio.
Il sesto
comandamento ci ordina di essere santi nel corpo, portando il massimo rispetto alla
propria ed altrui persona.
Il nono ci ordina di essere
puri nei pensieri e nei desideri. Sono i due comandamenti del rispetto del corpo e
dellamore. Il cristiano deve tenere il
suo corpo ordinato, pulito e sano; deve
considerarlo come tempio di Dio. Deve avere il massimo rispetto per il mistero della
generazione; senza questo rispetto cè il peccato, il male, il vizio. Dio ha dato
alluomo il potere di trasmettere la vita: questo può avvenire solo nel
matrimonio. Cè purezza quando si fa quello che Dio vuole e come lo vuole. Non
cè purezza se si fanno cose cattive, contrarie alla natura. Vedere, cercare, fare,
dire cose vergognose è sempre sconveniente. Perciò custodire sensi, pensieri,
sentimenti.
Il
settimo comandamento ordina il rispetto delle cose altrui. Si deve rispettare la
proprietà perché è voluta da Dio, è richiesta dalla dignità delluomo. Ogni
individuo ha diritto di possedere per vivere e star bene. Si deve dare a ciascuno quello
che gli aspetta. Chi ruba, chi reca danni deve riparare.
Lottavo
comandamento ordina di rispettare e dire la verità. Essere sinceri perché Dio sa
tutto e vede tutto e perché la carità vuole la sincerità. Il bugiardo è un falso, un
egoista. La lingua
bugiarda fa molte rovine (Pro 26,28).
Il
decimo comandamento ordina di essere giusti e moderati nel possedere ed essere pazienti
nella povertà. Il cristiano deve contentarsi del sufficiente per vivere. Chi si
affanna per le ricchezze è stolto. Il giusto prega: O Signore, non darmi né
povertà né ricchezza, ma fammi avere il necessario per vivere (Pro 30, 7).Non è
giusto che ci sia chi spreca e chi patisce la fame. I beni della terna sono per far vivere
tutti. Ogni individuo ha il diritto di avere il necessario. Chi è ricco deve servirsi
bene delle ricchezze, essere generoso per le opere buone. Dunque Dio con i comandamenti ci
insegna come dobbiamo comportarci per vivere in maniera umana e dignitosa. Cerchiamo di
osservarli e vivremo tranquilli. I Comandamenti si devono osservare tutti e bene. Il Libro
sacro dice: Questi precetti ti stiano fissi nel cuore; li ripeterai ai tuoi figli ne
parlerai quando sarai seduto in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai
e quando ti alzerai. Te li legherai alla mano come segno, li scriverai sugli stipiti della
tua casa e sulle tue porte (Dt 6,6).
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I DUE
PRECETTI DELLA CARITA
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Amerai il Signore Dio tuo, con tutto
il cuore, con tutta lanima e con tutta la tua mente.
-
Amerai il prossimo tuo come te stesso
Il primo precetto della carità ci comanda di
amare Dio più di tutte le cose e più di tutte le persone. Dobbiamo amare Dio perché è
sommo bene e perché Lui ci ha amato infinitamente.
Il secondo precetto ci comandare di amare il
prossimo come amiamo noi stessi. Tutte le persone con le quali abbiamo rapporto sono il
nostro prossimo. Dobbiamo amare il prossimo perché lo vuole Dio; perché siamo tutti
creature di Dio e fratelli in Gesù Cristo: dobbiamo essere legati dalla carità, formare
una sola famiglia in Cristo. Il prossimo si ama non facendo mai del male a nessuno;
facendo agli altri sempre il bene che possiamo; perdonando a chi ci fa del male. Tra i
cristiani deve regnare la carità, la concordia, la pace. Stare sempre in pace con tutti.
La carità deve essere il vero distintivo del cristiano. Quando il prossimo è cattivo, è
bugiardo, prepotente, imbroglione si deve perdonare... ma anche guardarsi e difendersi.
Gesù trattò male i Farisei, li condannò. I malvagi, i perfidi, gli ipocriti i
delinquenti, i criminali meritano condanna, punizione.
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LE
BEATITUDINI EVANGELICHE
-
Beati i poveri nello spirito, perché
di essi è il Regno dei Cieli.
-
Beati i miti, perché possederanno la
terra.
-
Beati coloro che piangono, perché
saranno consolati.
-
Beati coloro che hanno fame e sete di
giustizia, perché saranno saziati.
-
Beati i misericordiosi, perché
otterranno misericordia.
-
Beati i puri di cuore, perché
vedranno Dio.
-
Beati gli operatori di pace, perché
saranno chiamati figli di Dio.
-
Beati i perseguitati a causadella
giustizia, perché di essi è il Regno dei Cieli.
Beati
i poveri in spirito (Mt 5,3), cioè gli umili di cuore. I Padri della Chiesa di
solito interpretano la povertà in spirito come umiltà: Aggiunse in
spirito, perché si intendesse lumiltà e non la penuria. Abbastanza
spesso però vi includono il distacco interiore dalla ricchezza e la povertà
volontaria: Non si tratta di poveri in rapporto alla ricchezza, ma di coloro che
hanno scelto la povertà interiormente. Si tratta sostanzialmente di un atteggiamento di
abbandono fiducioso in Dio, che implica la libertà da se stessi e dalle cose,
solidarietà con i poveri. Gli umili sono felici dei beni che ricevono e più ancora di
riceverli da Dio. Si accettano come sono, lieti anche della loro debolezza, che consente
alla forza di Dio di manifestarsi. Non si deprimono nelle difficoltà. Sanno valorizzare
tutte le possibilità di bene. Non si lasciano possedere dalle cose: Ho imparato ad
essere povero ed ho imparato ad essere ricco (Fil 4,12). Tuttavia sanno che una
certa disponibilità di beni è necessaria alla crescita della persona umana; quindi, per
amore dei fratelli, lottano contro la miseria e lingiustizia: in tutto il loro
comportamento seguono Cristo, il quale per salvarci, da ricco che era, si è fatto
povero (2 Cor 8,9), si è svuotato di se stesso per obbedire in ogni cosa al disegno
del Padre .
Beati
gli afflitti (Mt 5,4). Sono quelli che si addolorano per il male che è nel mondo,
come Gesù piange su Gerusalemme. Essi anelano ad un mondo nuovo. Espiano i propri peccati
e riparano a quelli degli altri. Portano la croce dietro a Gesù. Dio li consola in ogni
tribolazione e li rende capaci di consolare gli altri.
Beati
i miti (Mt 5,5). Beati coloro che sono umili, pazienti e miti. Chi è umile davanti
a Dio è mite, rispettoso e condiscendente con il prossimo. Non avanza pretese eccessive.
Rinuncia primeggiare sugli altri. A volte è perfino capace di rinunciare alla difesa dei
propri diritti e alla propria giustificazione di fronte a ingiuste accuse. Segue Gesù
mite e umile di cuore (Mt 11,29) e come lui conquista il mondo con la forza
della sua umanità e carità.
Beati
quelli che hanno fame e sete della giustizia (Mt 5,6), quanti seriamente e
appassionatamente desiderano attuare nella propria vita la nuova giustizia evangelica. Non
si adagiano sulla verità che possiedono, nelle virtù che praticano. Cercano di crescere,
per essere perfetti a somiglianza del Padre celeste. In questo modo seguono Gesù che ha
compiuto ogni giustizia (Mt 3,15).
Beati
i misericordiosi (Mt 5,7) coloroche sanno perdonare e compiono opere di misericordia
verso il prossimo che si trova in difficoltà. Imitano Gesù che incarna la misericordia
del Padre.
Beati
i puri di cuore (Mt 5,8). Sono le persone rette di cuore. Consapevoli del profondo
disordine che si radica nel cuore delluomo, vigilano su se stessi e si purificano
incessantemente. Sono leali con Dio e sinceri nel cercare la sua volontà; sono schietti e
franchi con gli altri, come Gesù.
Beati
gli operatori di pace (Mt 5,9), coloro che per amore progettano e costruiscono
rapporti giusti. Si impegnano a creare una convivenza armoniosa, in cui sia rispettata la
dignità di ogni persona e loriginalità di ogni gruppo sociale. Promuovono per
tutti il benessere materiale e spirituale, temporale ed eterno. Partecipano così alla
missione di Gesù, che porta agli uomini la pienezza della vita, la vera pace.
Beati
i perseguitati per causa della giustizia (Mt 5,10). Si tratta di chi subisce
insulti, discriminazioni e violenze a motivo della nuova giustizia evangelica, e quindi a
motivo della sua identità cristiana
:
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di
male contro di voi per causa mia (Mt 5,11). Lamore appassionato per Cristo e
il fascino del suo vangelo danno il coraggio e anche la gioia, di affrontare prove,
quotidiane o eccezionali che siano, nella consapevolezza di seguire più da vicino il
Maestro, ingiustamente perseguitato.
Gli
atteggiamenti indicati dalle beatitudini tracciano la via cristiana alla felicità; in
definitiva si riassumono nellaffidarsi totalmente allamore di Dio e nel
riamare Dio e gli altri fino al dono totale di sé. Su questa via Gesù si pone davanti a
noi come modello vivo e personale, con una forza di persuasione e una ricchezza di valori
che trascende qualsiasi norma etica. Egli incarna la legge e la supera nellamore.
E la via nuova e vivente (Eb 10,20), la via, la verità e la
vita (Gv 14,6). Chi lo segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce
della vita (Gv 8,12).
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I CINQUE
PRECETTI GENERALI DELLA CHIESA
- Partecipare alla Messa domenicale e
le altre feste di precetto.
- Santificare i giorni di
penitenza,come dispone la Chiesa.
- Confessarsi almeno una volta
allanno e comunicarsi almeno nel periodo pasquale.
- Soccorrere alle necessità della
Chiesa, contribuendo secondo le leggi e le usanze.
- Non celebrare solennemente le nozze nei
tempi proibiti (quaresima e avvento).
(Precetto vuoi dire
legge, comando). Si deve partecipare alla Messa nei giorni festivi perché la Messa è il
centro della religione, è lazione più importante della Liturgia.
Circa il secondo precetto
riguardante lastinenza dalle carni e il digiuno, i Vescovi italiani, sulla base dei
canoni 1251, 1252 e 1253 del Codice di Diritto Canonico, hanno stabilito che il Venerdì
Santo e il Mercoledì delle Ceneri sono giorni di astinenza e di digiuno. I venerdì di
Quaresima sono giorni di astinenza dalle carni, In tutti gli altri venerdì dellanno
lastinenza dalle carni può essere liberamente sostituita con altra opera di
penitenza da compiersi nello stesso giorno (una elemosina, la rinuncia ad un divertimento,
unopera di misericordia corporale e spirituale, la recita del Rosario, ecc).
Lobbligo del digiuno va dagli anni 18 compiuti ai 59 compiuti; lobbligo
dellastinenza dalle carni comincia dagli anni 14 compiuti. La Chiesa ci chiede
sacrifici, mortificazioni, opere di penitenza per farci essere virtuosi. Il corpo deve
essere servo e non padrone. Chi ha peccati gravi deve confessarsi quanto prima. Ogni volta
che uno non sta tranquillo in coscienza deve confessarsi. Il buon cristiano che ha capito
che lEucaristia è Gesù Cristo, fa spesso la comunione per unirsi a Lui.
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LE SETTE OPERE DI MISERICORDIA
CORPORALE
- Dar da mangiare a chi ha fame.
- Dar da bere a chi ha sete.
- Dare vesti a chi ne ha bisogno.
- Alloggiare chi non ha casa.
- Visitare ed assistere gli ammalati e
chiè solo.
- Visitare i carcerati e aiutare gli
handicappati.
- Partecipare al funerale dei fedeli defunti.
-
LE SETTE OPERE DI
MISERICORDIA SPIRITUALE
-
Consigliare i dubbiosi.
-
Insegnare a chi non sa.
-
Ammonire chi sbaglia.
-
Consolare gli afflitti.
-
Perdonare le offese ricevute.
-
Sopportare con pazienza le persone
moleste.
-
Pregare Dio per i vivi e suffragare i
fedeli defunti.
Le opere di misericordia corporale sono opere fatte per il
bene del prossimo. I poveri, i sofferenti ci richiamano Gesù. Chi aiuta il povero, aiuta
Gesù; chi disprezza il povero, disprezza Gesù. Gli affamati, gli assetati, gli ignudi, i
pellegrini, gli infermi, i carcerati non si devono trascurare. Gesù darà una grande
ricompensa a chi li aiuta. Nella società odierna così carente nel soccorrere quanti si
trovano in stato di bisogno, il volontariato esercitato in qualsiasi sua forma e per amore
di Dio e dei fratelli, realizza in modo davvero gratificante le sette opere di
misericordia corporale. Le opere di misericordia spirituale riguardano anchesse il
bene del prossimo in relazione alle sue necessità di ordine interiore, disciplinano i
nostri rapporti con gli altri fondandoli sulla comprensione e la pazienza, ci invitano ad
associare nella preghiera i vivi e i morti.
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I SETTE
VIZI CAPITALI
- Superbia.
- Avarizia.
- Lussuria.
- Ira.
- Gola.
- Invidia.
- Accidia (ozio).
Il vizio è labitudine di fare il male:
intorbida la ragione e guasta il cuore. I sette vizi capitali sono i vizi più gravi che
rovinano lanima e spesso anche il corpo.
La superbia è (a troppa stima di se stessi e il
disprezzo degli altri. È la radice di ogni male: cambiò gli angeli in demoni, scacciò
dal paradiso i progenitori. Bisogna essere umili perché Dio resiste ai superbi e
dà la grazia agli umili.
Lavarizia
è lattaccarsi troppo al denaro e alla roba. Lavaro è un egoista; egli dice:
Tutto a me, niente per gli altri. Il denaro deve servire per vivere e per fare
opere buone.
La lussuria
è lo sfrenato abbandono ai piaceri sensuali: è il vizio di chi sì dà alla vita cattiva, alle azioni cattive. La lussuria
rovina lindividuo, la famiglia, la società: degrada e rende triste la vita. Il
cristiano deve essere puro. Gesù ha detto: Beati i puri di cuore perché vedranno
Dio (Mt 5,8).
Lira è lagitazione dellanima contro persone o cose; è
sfogo cattivo contro il prossimo. Toglie la ragione e fa commettere molte mancanze. Quando
uno si adira non sa più quello che fa. Il cristiano deve dominarsi, essere paziente e
mite.
La gola è lavidità di cibi e bevande. Il goloso pensa solo a
mangiare e a bere, vuole sempre le cose migliori. Si deve mangiare per vivere e non vivere
per mangiare.
Linvidia è il rattristarsi per il bene degli altri o il godere per
il male degli altri. Il cristiano
non deve mai invidiare. Dobbiamo essere contenti se gli altri stanno meglio di noi.
Contentiamoci di quello che abbiamo e del posto che occupiamo.
Laccidia è la
pigrizia, la svogliatezza nel fare il bene; è la negligenza nei doveri di religione. E
accidioso chi è pigro e svogliato. Il lavoro è voluto da Dio. Tutti dobbiamo lavorare.
Lozio è il padre dei vizi. Il cristiano non deve essere pigro, negligente e
svogliato, ma deve compiere il proprio dovere con diligenza e sveltezza.
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I SEI PECCATI
CONTRO LO SPIRITO SANTO
-
Disperare della salvezza eterna.
-
Presumere di salvarsi senza merito.
-
Impugnare la verità conosciuta.
-
Invidia della grazia altrui.
-
Ostinarsi nei peccati.
-
Impenitenza finale
1) Disperazione della salvezza
vuol dire non aver più speranza di salvarsi lanima. Questo è il peccato di Caino e
di Giuda che non chiesero perdono a Dio. Il Signore è misericordioso
quindi mai disperare. Si deve ritornare a Dio sinceramente pentiti e riparare il male
fatto. Gesù ha detto: Non sono venuto a chiamare i giusti ma i peccatori
(Lc
5,32) 5,32).
2) Presunzione di
salvarsi senza merito vuoi dire pretendere di salvarsi senza meritarlo. il Paradiso si
deve meritare, non è
fatto per i poltroni.
3) Impugnare la verità conosciuta vuol dire negare la verità, dire il falso
invece dei vero che si conosce. La sincerità deve risplendere nella vita del cristiano.
4) Invidia della grazia altrui vuoi dire invidiare i buoni
cristiani che vivono in grazia di Dio. i buoni cristiani si devono imitare e non invidiare.
5) Ostinazione
nei peccati vuol dire continuare a peccare, indurirsi nel male senza cercare di
correggersi. Chi si abbandona al peccato viene abbandonato da Dio.
6) Impenitenza
finale vuoi dire portarsi male fino alla fine della vita: morire senza pentimento. Chi non
si vuoi ravvedere dimostra cattiva volontà e non può avere il perdono di Dio
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I QUATTRO
PECCATI CHE OFFENDONO MAGGIORMENTE DIO
-
Omicidio, suicidio, aborto
volontario.
-
Peccato impuro contro natura.
-
Oppressione dei poveri.
-
Frode nella paga agli operai.
Si chiamano peccati
che gridano vendetta perché sono peccati gravissimi.
1) Omicidio
volontario vuoi dire uccidere di propria volontà. il primo omicida fu Caino che uccise
linnocente Abele.
2) Peccato impuro
contro natura vuoi dire fare cose impure, cose cattive che sono contrarie alla natura. La
legge naturale è voluta da Dio; non si deve andare contro natura. i peccati impuri contro
natura sono puniti gravemente da Dio. Sodoma e Gomorra furono distrutte per questi
peccati.
3)Oppressione
dei poveri vuol dire trattare male i poveri, disprezzarli, recare loro danni. I poveri si
devono trattare bene e aiutare.
4) Frode
nella mercede agli operai vuol dire non dare la giusta paga agli operai. Loperaio si
deve trattare con molta giustizia.
Evidentemente la giustizia sociale riguarda ogni dipendente in qualsiasi settore
presti la propria opera. Ciascuno ha diritto allo stipendio e ai contributi previsti dalle
leggi sindacali per assicurarsi le prestazioni necessarie alla vita del singolo e dei
familiari. |
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