| Una strategia comune in Europa non cè. Bisogna scendere a
livello nazionale, quando non regionale, per trovare qualcosa di omogeneo. E in tutti i
Paesi la prevenzione contro il consumo di droga si fa ancora soprattutto con le campagne
sui mass media (assai usate per esempio in Italia)e a scuola. Per una ricerca che ho
svolto di recente, ho trovato 56 progetti scolastici di informazione e prevenzione sulle
droghe. Gregor Burkhart, medico,è lo specialista del Dipartimento riduzione della domanda
dellOsservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipen-denze. A lui raccontare
che cosa succede (o non succede) laddove si cerca di non far neppure insorgere il
desiderio di provare stupefacenti.- Lintervento
a scuola funziona?
<< Negli anni Settanta e Ottanta si facevano cose di
breve respiro, del tipo: un poliziotto veniva a
scuola, parlava ai ragazzi e la cosa finiva lì. Questo genere di intervento non funziona,
o funziona poco. Funzionano, invece, i programmi di lunga durata, inseriti in pieno nel
curriculum scolastico. In Spagna ce ne sono tre ben strutturati, con Un monitoraggio
continuo degli studenti. In Germania e in Gran Bretagna due. E importante che il contenuto
sia sganciato dalla mera informazione sulle droghe e sia orientato ad allenare i ragazzi
alle cosiddette "competenze sociali": che sap-piano, per esempio, che fare se un
amico dovesse offrire loro la droga.>>
Come andiamo rispetto agli Usa? <<Li abbiamo
sempre copiati un po,
adesso apprezziamo i vantaggi della diversità europea. Loro
intervengono solo nelle scuole e nelle comunità, noi per fortuna in molti più luoghi
sociali >>.
La
tendenza più recente, quindi, è di uscire dai soliti canali della scuola e del mass
media?
<< SI, negli anni Novanta si è cominciato a
lavorare su coloro che escono precocemente dalla scuola (che sono i più a rischio), sul
tempo libero, nei luoghi di lavoro. In Spagna, Germania e Gran Bretagna ci sono buoni pro
grammi in questo senso. E ogni volta diventano meno specifici: nelle ultime campagne di
Francia, Spagna e Italia la droga non viene neppure menziona |
La, si cerca piuttosto di sollecitare le capacità di
comunicazione della famiglia e promuovere stili di vita protettivi rispetto alle droghe.
>> Che si fa per aiutare I genitori?
<<I programmi per le famiglie sono di due tipi. Quelli per
la prevenzione primaria, per le famiglie con bambini dai due ai sette anni. Ce ne sono di
interessanti in Germania e Austria:
ai bambini degli asili vengono ritirati i giocattoli per
stimolare la loro creatività, renderli più dinamici e sicuri, quindi con una maggiore
tolleranza alla frustrazione. In futuro meno bisognosi di aiutarsi con sostanze
"strane". In Germania ce anche un programma specifico per far capire ai
genitori quanto sia cruciale il loro mo dello di comportamento per lo sviluppo emotivo
del bambino. Poi ci sono i
programmi che coinvolgono la fami glia intera, e questi di nuovo
sono col legati alle scuole. Anzi: un programma di prevenzione è davvero buono se
coinvolge i genitori.>>
- Un consiglio per i genitori?
<<Se hanno figli adolescenti, ricordino che
il vero pericolo non viene dalla reazione biochimica alla sostanza (alla droga), ma dalla
relazione psicologica del ragazzo con Ia sostanza. Ogni sostanza può essere pericolosa,
dipende da chi la consuma, con chi, se la offrono gli amici. E per conoscere quella
relazione, per poterci "lavorare", è importante tenere aperta la comunicazione
dentro la famiglia. E poi tenere sempre docchio alcol e tabacco: sono sostanze di
prova, un ragazzo che comincia presto a bere o fumare è più a rischio di uno che a 16 o 17 anni prova la marijuana.
Infine:
non atteggiarsi a esperti sulle droghe, perché i
ragazzi tendono a rifiutare linformazione che viene dai genitori. Informarsi per
poterne parla re. E capire quali possono essere le pressioni degli amici.
Nella
foto: un bambino del terzo mondo che si droga

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